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Precisazione dell'ASP sull'articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno
12/01/2016
In risposta all’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno sull’ impianto elettrico dell’Ospedale di Melfi
In riferimento all’articolo pubblicato a pg. IX del quotidiano Gazzetta del Mezzogiorno, riguardante l’impianto elettrico “troppo vecchio, crea rischi” è da contestare totalmente perché riporta notizie inesatte in quanto i gruppi di continuità sono perfettamente efficienti e funzionanti e sono stati sostituiti l’anno scorso, sono a servizio delle utenze previlegiate del P.O. di Melfi (UTIC, Sale Operatorie e Sala Rianimazione) e hanno autonomia media di tre ore. In caso di necessità i gruppi di continuità intervengono immediatamente, mentre il gruppo elettrogeno ha un tempo di intervento di dodici secondi.
Molto probabilmente l’articolo si riferisce al gruppo elettrogeno che è costituito da un motore meccanico FIAT e un alternatore di 300 KVA che va in funzione in assenza di rete ENEL o di avaria sulla media tensione interna. Il gruppo elettrogeno è datato come macchina ma non per il funzionamento, è quindi efficiente.
Il suo funzionamento non è stato a ciclo continuo tale da compromettere le parti meccaniche o elettriche perché ha funzionato per un numero di ore irrisorio, pari a circa 300 h.
Concludendo si è confusa un’operazione eseguita nel mese di Luglio 2015 per la messa in opera dell’interruttore della fornitura di energia elettrica da parte della Società ENEL, che fa parte di un progetto in via di realizzazione che prevede la costruzione di nuove sale operatorie e la sostituzione delle apparecchiature elettriche di alimentazione, compreso il gruppo elettrogeno con uno di maggiore potenzialità per far fronte alle ulteriori esigenze del P.O. di Melfi che si manifesteranno con l’entrata in funzione delle su dette nuove sale operatorie.
L'addetto stampa ASP - Giornalista Regina Cozzi